TORNIO

Il tornio per ceramica o da vasaio è una macchina che sfrutta la contrapposizione fra la forza centrifuga subita dall’argilla posta sopra una testata o disco solitamente metallico e quella effettuata dalle mani del ceramista o torniante, al fine di ottenere una forma liscia e regolare.

Tipi di tornio per la ceramica

Esistono torni a pedali, detti anche a piede, e torni a motore o elettrici.
I primi, più antichi, consentono l’aumento e la diminuzione della velocità del disco attraverso un pedale e richiedono una certa abilità nella coordinazione del movimento di mani e piede. Per questa ragione sono i preferiti di numerosi ceramisti professionisti legati alle tecniche più tradizionali.

Il tornio per creta a motore, invece, consente la regolazione di differenti velocità standard con comandi manuali o, più frequentemente, con l’azione di un pedale. Tali comandi permettono la conservazione automatica della velocità senza che sia più necessario l’intervento umano fino all’avvio di un comando differente.

Ciotola raku con colate in rame

Ciotola raku al tornio con colate in rame

Meccanismi e tecnica del tornio per argilla

Il piatto di entrambe le tipologie di tornio per argilla presenta solitamente scanalature circolari concentriche utili alla centratura della terra e alla realizzazione di un’opera simmetrica, non dissimilmente dal torniello o girello per ceramica. L’utilità di quest’ultimo, tuttavia, è limitata ad una migliore visualizzazione e lavorazione dell’opera, dal momento che non può esservi la forza di rotazione caratteristica del tornio.

Utilizzare il tornio ad un buon livello richiede una tecnica iniziale da affinare nel tempo con un esercizio costante. Non è raro infatti, dopo un periodo di pausa, padroneggiare meno la macchina e regredire dal punto di vista dell’abilità.

La lavorazione della ceramica al tornio

La fase iniziale della lavorazione al tornio avviene con la centratura di una palla di terra più o meno grande sul disco precedentemente inumidito. La creta viene fatta aderire saldamente alla superficie e premuta con entrambe le mani ben ferme mentre il tornio viene azionato e il disco fatto girare a velocità piuttosto sostenuta.

Una volta centrata la materia prima, questa viene “bucata” con il pollice oppure con indice e medio: l’aspetto è quello di una rudimentale ciotola molto spessa.
La successiva azione delle mani, coadiuvate eventualmente da spatole e spugne e dalla rallentata velocità, assottiglia la terra distribuendola in altezza o in larghezza. a seconda della forma che si desidera ottenere: un piatto, un vaso, una ciotola aperta o chiusa, una campana, un tappo, una palla.
Le possibilità, per un torniante esperto, sono davvero molteplici dal momento che, portata la forma ad un’altezza standard, è possibile aprirla o chiuderla in uno o più punti, creando rigonfiamenti e bombature o scampanature.

Immagine di una ciotola raku bianca vista laterale

Ciotola raku bianca al tornio

Quale tipo di argilla per il tornio?

Il tipo di argilla utilizzato è solitamente quello specifico detto appunto “da tornio” sebbene sia possibile impiegare anche altre varietà di creta come quella semirefrattaria idonea alla successiva cottura raku.
La chamotte presente in questo tipo di argilla tuttavia rende doloroso per le mani il lavoro prolungato e richiede quindi l’impiego di una spugna che eviti il continuo contatto diretto delle mani con la creta.

Spatole in legno o in acciaio flessibile sono poi sempre utili sia in fase di lavorazione sia in fase di rifinitura; uno strumento metallico che assottigli il fondo durante la rotazione non può mancare nell’attrezzatura del torniante, mentre il filo in acciaio è indispensabile per mettere “in bolla” l’imboccatura di un vaso e per separare la base del pezzo dalla superficie della testata.

Il risultato che si ottiene con il tornio per argilla

L’oggetto appena realizzato al tornio viene posto sopra un pezzo di legno grezzo; si presenta molto morbido e umido e non è possibile in questa fase effettuare aggiunte o rifiniture sino a che non sia raggiunta una durezza maggiore.
E’ possibile coprire la creazione con un sacchetto di plastica affinchè l’asciugatura avvenga lentamente e parzialmente; alcune ore dopo, o il giorno seguente, sarà possibile effettuare aggiunte o decorazioni, oppure capovolgere l’oggetto ponendolo nuovamente sul tornio per rifilare il fondo.

Immagine di un vaso raku sangue primissimo piano

Vaso raku sangue al tornio

Il tornio è uno strumento antico al quale solitamente ogni ceramista si avvicina e, sebbene non tutti lo scelgano poi come metodo favorito, è giusto ricordare che esso non è utile solo alla realizzazione di vasi, tazze o piatti ma che ogni forma modellata può nascere con una base di tornio. In questo senso l’impiego del tornio è complementare alla scultura ceramica o modellato e viceversa.

Per questa ragione e per la grande abilità manuale necessaria nel padroneggiamento della tecnica, il tornio è a tutti gli effetti una macchina che nulla toglie all’attività manuale, artigianale ed artistica, alla creatività ed all’espressione individuale dei singoli ceramisti.

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