Arte nei borghi liguri: Cervo

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Piccolo borgo arroccato su un promontorio che domina il golfo dianese, Cervo vanta una posizione incantevole a picco sul mare e ad esso vicinissima.
Ben conosciuto dai turisti stranieri e italiani, è amato anche da chi nella provincia ci vive e desidera trascorrere mezza giornata nella quiete dei suoi stretti carrugi.
Le vie, curate e abbellite da vasi di piante verdi e fiorite, si aprono in piazzette che offrono un panorama da cartolina.

Immagine di un carrugio di Cervo

Carrugio a Cervo

Passeggiare per le stradine di Cervo, sebbene soleggiate e ariose, non rende l’idea di trovarsi realmente all’aperto. Piuttosto sembra di stare dietro le quinte di un teatro e di entrare in scena al termine di ogni carrugio.

INDICE ARTICOLO - Arte nei borghi liguri: Cervo

Il Festival di Musica da Camera

Proprio per la sua ambientazione scenografica, Cervo è dal 1964 sede di un importante e rinomato festival estivo di musica da camera dalle origini singolari.
Nel 1963, al fine di raccogliere fondi per il restauro delle vetrate della Chiesa dei Corallini, il professore e violinista dilettante Franco Vallora si offre di tenere un concerto. Alla vigilia dell’evento, tuttavia, si frattura un dito.
Fortunatamente le sue importanti conoscenze in ambito musicale gli permettono di individuare nell’amico violinista Sandor Vegh un più che valido sostituto.

Immagine del panorama del Golfo Dianese

Panorama del Golfo Dianese visto da Cervo

Sarà proprio questi a mantenere viva di anno in anno quella che ad oggi è una fortunata ed amatissima tradizione e che vanta nella sua storia la presenza di concertisti di fama mondiale come i pianisti Richter, Michelangeli, Annie Fisher, Demus; violinisti quali Ughi, Accardo, Zimmermann; flautisti come Gazzelloni e Rampall e orchestre di importanza internazionale.

Il Castello di Cervo

Lo spazio più alto del paese, all’interno delle mura, è l’antico Castello che appartenne ai Clavesana e ai Del Carretto; successivamente fu saccheggiato e divenne proprietà dei Cavalieri di Malta.
Fu trasformato in una chiesa. In seguito divenne un ospizio per i poveri e i pellegrini, fu un deposito di fieno e finalmente, negli anni ‘70, fu restaurato acquisendo l’aspetto attuale.

Immagine del museo etnografico di Cervo

Al Museo Etnografico dentro il Castello

Oggi è sede del Museo Etnografico e conserva al suo interno ricostruzioni e testimonianze del passato contadino e marinaro degli abitanti.
Lungo il perimetro esterno del Castello si possono ammirare opere in ceramica e terracotta che gli artisti hanno donato al comune

Immagine di opere in terracotta e ceramica

Opere donate dagli artisti

La Chiesa di San Giovanni Battista detta “dei Corallini

Imponente esempio di barocco ligure, la chiesa fu costruita dall’architetto Gio Batta Marvaldi di Candeasco e domina la piazza a picco sul mare dall’alto della scalinata che si eleva dal sagrato.
La facciata settecentesca presenta nel centro un’ampia finestra ed è fiancheggiata dal campanile.
L’interno è a navata unica rettangolare con cinque cappelle per lato.

Immagine della Chiesa dei Corallini a Cervo

Chiesa dei Corallini

Una particolarità poco conosciuta e non riportata nei testi ufficiali è che, fino al rifacimento della facciata intorno ai primi anni 2000, osservando dall’Aurelia durante la notte, era possibile distinguere, al lato destro della grande finestra, la sagoma luminosa di quella che sembrava essere una madonnina.
I fari per l’illuminazione notturna presumibilmente si rifrangevano sull’imperfezione di un angolo; l’immagine tuttavia non era visibile avvicinandosi.

Tanto altro da vedere…

Merita una visita l’Oratorio di Santa Caterina, non distante dalla chiesa e sede di concerti ed esposizioni; Palazzo Morchio, sede del Comune, Palazzo Viale con il piano nobile affrescato.
E poi, naturalmente, i carrugi, i negozietti di artigianato, le scalinate, le soste ai bar con vista panoramica.

Immagine di botteghe d'arte a Cervo

Botteghe d’arte per le vie di Cervo

E’ possibile capitare nell’atelier della ceramista torinese Marina Capra e ammirare il suo raku e le sue ceramiche e porcellane. A lei devo alcune “dritte” sull’assemblaggio di gioielli in ceramica.
Se si è fortunati, si può anche trovare la mostra di Mariella Balestra.

Mariella Balestra, ceramista e viaggiatrice

Abbiamo conosciuto Mariella Balestra per caso, quando ancora Terra Accesa non esisteva e neppure esisteva l’idea di “far ceramica”.
Esisteva invece l’interesse per l’artigianato e per l’arte e, senza falsa modestia, l’occhio per le belle cose.

E così, durante un pomeriggio di relax a Cervo, scopriamo che una parte del Castello, proprio a fianco del Museo Etnografico, è stata adibita a mostra di quelle che per me erano curiosità splendide in ceramica anche raku.
Si trattava di sculture ma anche di collane e pezzi minuti. Si andava dal grande al piccolo.

Immagine del programma delle mostre di Mariella Balestra

Le Mostre di Mariella Balestra

A me avevano colpito i colori e l’irregolarità voluta del modellato, la presenza di oggetti dietro ai quali stava un’eccellente manualità, ossia qualcosa di realmente realizzato da una mano eccezionale.
Ricordo in particolare le vele: progetti apparentemente semplici nelle ridotte dimensioni, ben più ambiziosi in quelle grandi: barche stilizzate con le loro grandi vele in ceramica realizzate a lastra e, dunque, fragilissime in asciugatura.

Mentre acquistavamo un coloratissimo pesciolino in ceramica abbiamo avuto modo di parlare con l’artista e di conoscerla. In quell’occasione Mariella ci ha raccontato alcuni episodi della sua vita, del suo amore per la creatività nonostante gli studi imposti che ben poco vi avevano a che fare, del suo tornare nell’imperiese dopo un periodo di distanza e di qui un ripartire per tanti luoghi diversi per portare la sua arte lontano e per apprendere ancora.
Lei ricordava con particolare intensità una sua mostra tenutasi a Los Angeles ma ci ha parlato di tante altre tappe in Italia e all’estero.

Immagine del logo di Mariella Balestra

Mariella Balestra

Poter conoscere Mariella Balestra è stata un’esperienza di grande interesse e probabilmente è stata una spinta a proseguire un percorso che stavo iniziando a considerare, quello che parte dagli elementi più semplici: la terra, l’acqua, il fuoco. Le mani e il colore, La ceramica.

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INSERITO IL: 09/08/2018
AGGIORNATO IL: 10/08/2018

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